Le Atlantidee aprono le Porte, ma possono anche attraversare i muri!

Venerdì scorso, 11 aprile, più di 700 persone hanno occupato le strade del centro della città, trasformando il corteo che da Piazza Re Enzo ha raggiunto Atlantide in un unico corpo pulsante di vita, desideri e passione. L’affettività che caratterizza fortemente il nostro stile di attivismo politico è stata amplificata dall’Amore per Atlantide espresso da ciascuno e ciascuna dei partecipanti e dall’empatia che ci è stata manifestata da tutte e tutti coloro che hanno seguito il nostro passaggio ai lati delle strade, sedute nei dehor per l’aperitivo o in attesa alle fermate degli autobus. E’ stato un vero e proprio Pride Atlantideo. La composizione della manifestazione ha reso tangibile come Atlantide, a partire dalla propria specificità di spazio femminista, lesbico, trans, gay, queer e punk, abbia saputo costruire relazioni virtuose, di reciproco riconoscimento, con una molteplicità di soggetti sociali. Sono più di 1300 i messaggi firmati che abbiamo ricevuto dall’inizio della mobilitazione in difesa di Atlantide, tutti consultabili qui; quasi 40 i comunicati di solidarietà che abbiamo ricevuto dal primo aprile a oggi, da parte di collettivi, gruppi, cooperative sociali, reti e associazioni di donne, dagli spazi sociali bolognesi e non solo, da collettivi, gruppi e associazioni lgbtq europei e di tutta Italia, ma anche da parte del sindacalismo sociale e universitario.
Ma proprio nella serata di venerdì, mentre il corteo era ancora in corso, è giunta a mezzo stampa un’ermetica (non)dichiarazione del sindaco Merola: “Ho già detto quello che pensavo. Le decisioni sono prese. Non ho nulla da dichiarare”. Ricordiamo al Sindaco che, durante la campagna elettorale, ciò che pensava era che fosse ora di “superare questa storia delle forme associative”, che definiva “discutibile” perché “attraverso i bandi in realtà si fanno delle scelte clientelari”. Furono queste le sue testuali parole, immortalate anche in un podcast, in risposta a una specifica domanda su Atlantide durante un incontro pubblico con le realtà lgbt al circolo Arcigay “Il Cassero”, il 10 aprile del 2011.
Oggi, dunque, in maniera totalmente incoerente, l’amministrazione agita il feticcio del “ripristino della legalità” e sembra incapace di rendersi conto del reale impatto che lo sgombero di Atlantide avrebbe sulla città. Le vicende di Atlantide, infatti, segnano un gravissimo precedente non solo nel rapporto tra l’amministrazione e gli spazi sociali autogestiti, ma anche nel rapporto con tutto l’ampio mondo dell’associazionismo bolognese. E’ ormai chiaro che il governo di questa città potrebbe mettere in discussione, traslocare, sfrattare, sgomberare i numerosi progetti culturali, sociali e politici che caratterizzano positivamente dal basso la vita di questa città. In qualunque momento, unilateralmente.

Domani, martedì 15 aprile, in occasione della scadenza per la restituzione delle chiavi del Cassero di Porta Santo Stefano che prelude allo sgombero coatto, la neonata corale Atlantidea terrà delle prove aperte per prepararsi alla (r)esistenza creativa, nello stile che più ci appartiene. Invitiamo tutti e tutte coloro che non sono disposti ad accettare il tentativo di mettere a tacere la nostra esperienza a partecipare, per costruire insieme frivolezze tattiche o anche solo per scambiarci idee, informazioni. L’appuntamento è alle 19.30 ad Atlantide. Il 20 aprile gli spazi di Atlantide saranno nuovamente aperti per l’ormai tradizionale pasqua punk do-it-yourself, mentre stiamo già costruendo ulteriori giornate di iniziative a sostegno di Atlantide per il 27 aprile.
Anche se il Comune e il Quartiere hanno provato a farci (s)bandare, Atlantide non si ferma e continua a muoversi per restare dov’è: perché le Atlantidee aprono le Porte, ma possono anche attraversare i muri.

Hanno finora fatto pervenire i loro comunicati di complicità e sostegno ad Atlantide:
1. MIT-Movimento identità transessuale, 2. Collettivo femminista Mujeres Libres, 3. Associazione Armonie, 4. Betty&Books, 5. UDI Bologna, 6. Fuoricampo Associazione Lesbica, 7. Comunicattive, 8. Donne in Nero Bologna, 9. ScioperoDonne Bologna, 10. ArciLesbica Bologna, 11. Cassero LGBT Center, 12. nodo bolognese di Storie in movimento/Zapruder, 13. Spazio Sociale Autogestito XM24, 14. Vag61 – Spazio libero autogestito, 15. Asia-Usb, 16. Bartleby, 17. Làbas Occupato & Cs TPO, 18. Hobo – Laboratorio dei saperi comuni, 19. associazione LGBTI Antéros (Padova), 20. Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre (Imola), 21. Bios Lab & FuxiaBlock (Padova), 22. Kespazio – per una ricerca queer e postcoloniale (Roma), 13. Cooordinamento Roma Pride, 24. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli (Roma), 25. Coordinamento Torino Pride GLBT, 26. Collettivo BellaQueer (Perugia), 27. Adalab (Vicenza), 28. Ambrosia (Milano), 29. BeFree – Cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni (Roma), 30. Le compagne femministe e lesbiche del 22 di Roma, 31. collettivo antispecista Earth Riot, 32. Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, 33. Gruppo “Politiche di genere e diritti” – L’AltraEuropa con Tsipras di Bologna, 34. Rifondazione Comunista Bologna – Circolo Centro Storico “Tosca” & Giovani Comuniste/i Bologna, 35. Link – Coordinamento Universitario – Bologna, 36. Radical Queer Affinity Collective (Budapest), 37. Queersquilie! (Pisa)

Leggi tutti i comunicati di solidarietà sul blog di AtlantideResiste: qui, qui, qui, qui e ancora qui

Firma la petizione per Atlantide: http://www.autistici.org/atlantideresiste
Leggi tutti i messaggi arrivati attraverso la petizione: http://www.autistici.org/atlantideresiste/index/elencofirme/
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Scrivici a: atlantide(punto)resiste(at)gmail(punto)com

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venerdì 11 aprile ore 18 @ pzza Re Enzo, tuttu in piazza per Atlantide!

Procede spedito il conto alla rovescia per il “rilascio coattivo dell’immobile occupato senza titolo sito in Piazza di Porta Santo Stefano 6”, come recita la lettera che i collettivi di Atlantide hanno ricevuto il primo aprile da parte del Comune di Bologna e del Quartiere Santo Stefano. Nel corso della vita di Atlantide sono stati numerosi i tentativi istituzionali di mettere in discussione la nostra esperienza e la sua legittimità a rimanere nel Cassero di Porta Santo Stefano. A quei tentativi abbiamo sempre risposto con la mobilitazione, forti del sostegno politico-affettivo accumulato in questi anni, dentro e fuori la città.

Mai, però, ci eravamo trovate di fronte a un atto formale che esplicitamente dispone “l’ordine di immediato sgombero”. La vicenda relativa al bando sullo spazio che noi facciamo vivere da quindici anni ha quindi subito una svolta drammatica, trasformandosi in una questione di ordine pubblico. Nonostante non sia nient’altro che il frutto di un pasticciato scambio politico tra Comune e Quartiere, la politica che ha lanciato il sasso ha poi subito nascosto la mano, celandosi dietro pretestuosi dispositivi burocratici.

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Per info e ulteriori comunicati di solidarietà scriveteci a atlantide.resiste[at]gmail[punto]com

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Lo sgombero non è un pesce d’aprile. Atlantide è uno spazio comune, non (del) Comune

Atlantide è uno spazio comune, non (del) Comune

Oggi, sulle sponde di Atlantide, è stato rinvenuto uno sgradevole pesce d’aprile e purtroppo non è affatto uno scherzo. Comune e Quartiere, attraverso una lettera, già anonimamente annunciata a mezzo stampa, ci intimano di andarcene entro quindici giorni, dopo quindici anni di vita in quel posto. Si tratta, in realtà, di uno scarno mandato politico per lo sgombero che sarà un reparto antisommossa ad eseguire.
“In difetto della riconsegna dell’immobile entro i suddetti termini – recita infatti il pesce d’aprile – sarà emesso a vostro carico ai sensi degli artt. 823 e ss. del c.c. ordine in via di autotutela di immediato sgombero“. Si tratta dello stesso articolo del codice utilizzato anche per i beni confiscati alla mafia, la cui finalità è quella di reintegrare la collettività nel godimento di un bene.
Eppure, Atlantide è già da sempre un bene collettivo.

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ancora comunicate di sostegno per Atlantide_in aggiornamento

Il coordinamento Torino Pride GLBT, coordinamento delle associazioni gay, lesbiche, bisessuali e transgender di Torino, esprime la sua vicinanza agli attiviste e attivisti dei collettivi di Atlantide, sotto attacco da parte del Comune di Bologna. Siamo a loro vicini/e perché Atlantide rappresenta uno spazio di impegno collettivo, di progetto sociale che è esterno ed estraneo alle direttive politiche monodirezionali, perché ogni espressione di collettività che produce cultura, confronto, diversità è degna di essere salvaguardata e messa
in condizione di poter produrre quell’ossigeno, quella voce fuori dal coro che invitano alla riflessione e all’approfondimento. Se Atlantide resiste avremo tutti/e una possibilità in più di essere noi stessi/e.

Coordinamento Torino Pride GLBT

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Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime vicinanza e solidarietà ad Atlantide per la recente lettera di sgombero ricevuta da parte del Comune di Bologna. Siamo profondamente convinte e convinti che una società attraversata da una crisi economica con chiari e drammatici risvolti in campo sociale e culturale abbia bisogno di spazi di autogestione e elaborazione politica: una necessità che un’amministrazione capace e consapevole del proprio ruolo deve dimostrarsi in grado di conciliare con le istanze di tutte e tutti senza alimentare conflitti, contrapposizioni e tensioni.  Le realtà, come il Circolo, che si battono per i fondamentali principi di parità e uguaglianza e da anni hanno instaurato rapporti di positiva collaborazione con le amministrazioni locali sanno bene che non è certo chiudendo spazi e limitando, o addirittura annullando, le occasioni di confronto che si risolvono gli inevitabili conflitti che attraversano le città e le loro comunità.  Una politica sorda incapace di far convivere movimenti e gruppi, come quelli che da anni sono simbolo di una Bologna pioniera nella lotta per l’inclusione e il rispetto delle differenze e portatrice dei fondamentali valori dell’antisessismo, dell’antifascismo e dell’antirazzismo, é una politica autoreferenziale, non più in grado di svolgere il proprio compito. Per questo crediamo che ci sia ancora la possibilità di trovare una positiva soluzione, che veda l’impegno e la buona volontà di tutte le parti in causa, e che consenta all’esperienza di Atlantide di portare avanti il suo coraggioso percorso, un patrimonio e una ricchezza per tutta la comunità cittadina che non possiamo permetterci vada disperso.

Il Circolo vi è  vicino e resiste insieme a voi!

Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli (Roma)

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Atlantide non è solo una leggenda. I beni comuni si rispettano, non si cancellano.

Da tempo ormai si ravvisa nella città di Bologna una preoccupante volontà da parte delle istituzioni di sgomberare gli spazi autogestiti, patrimonio e peculiarità della città, che rappresentano beni collettivi destinati alla socialità e al confronto da parte dell’intera comunità. La mattina del primo aprile a svegliarsi con un’ ordinanza di sgombero è Atlantide, uno spazio che vanta 17 anni di vita e di esperienze che intrecciano l’autorganizzazione e le questioni lgbtq, nel quartiere di Santo Stefano. Nell’inoltrare la nostra massima solidarietà e complicità ad Atlantide, manifestiamo la nostra contrarietà, nelle parole della presidentessa del quartiere S.Stefano, che lontana da riconoscere l’arricchimento culturale apportato da Atlantide, nel quartiere e nella città, in maniera miope e avventata confina una tale esperienza quasi ventennale, in un problema di “ordine pubblico”. Già il novembre scorso, Link, occupando l’ ex Maternità, stabile sequestrato al centro storico di Bologna e svenduto all’imprenditoria immobiliare, lasciato all’incuria e al degrado, poneva nella centralità del dibattito della città, la ricchezza dei beni comuni e la loro inutilizzazione.

A mesi di distanza, dobbiamo riscontrare, non solo un nulla di fatto da parte del comune per la rivalorizzazione degli spazi, lasciati al continuo profitto da parte di ricchissimi, ma una precisa volontà politica di rinchiudere le esperienze che hanno ridato dignità agli spazi e li hanno riconsegnati ai loro veri proprietari: la comunità tutta.

Nell’ opporsi a questa becera modalità di gestione della cosa comune, Link-coordinamento universitario sostiene, partecipa e rilancia il corteo del pomeriggio dell’11 a fianco di Atlantide. E teniamo a ricordare all’amministrazione comunale che Atlantide non è uno spazio di conquista ma un mito che prende forma con il contributo di ognuno di noi.

Link – Coordinamento Universitario – Bologna

http://www.retedellaconoscenza.it/2014/04/bologna-atlantide-non-leggenda-i-beni-comuni-si-rispettano-non-si-cancellano/

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comunicate da gruppi, collettivi, reti e spazi di femministe, lesbiche e queer

The Radical Queer Affinity Collective stands in solidarity with our comrades in Atlantide squat in Bologna in Italy, that is under the threat of eviction after 15 years of social and political activism! “Atlantide is not a public space in the sense of the state or a private space governed by the laws of profit. Atlantide is a place of sharing, which is centered around the lives of materiality, in a continuous process and open encounter, exchange, constant renegotiation of the rules of social living in the space of self-government that we have given.” From Budapest to Bologna, we want to express our strongest support for all the collectives occupying the space at Piazza di Porta S. Stefano 6 and reclaiming it for radical, queer, lesbian, punk, trans* , antifa political organising! This self-organised social space must be considered a common good of the greatest value for the community of Bologna, as well as outside of it. Be strong and resist! You are not alone! We also call for international support of this struggle! NO PASARAN!

The Radical Queer Affinity Collective (Budapest)

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Care  Atlantidee,
come associazione interculturale di donne native e migranti crediamo che una delle prime azioni da mettere in campo contro ogni forma di violenza maschile sulle donne sia aprire spazi nei quali incontrarsi, confrontarsi, condividere.
In questi spazi transitano corpi, pensieri e idee, si sviluppano azioni politiche a partire dai vissuti quotidiani delle persone, si produce solidarietà e, soprattutto, consapevolezza dei propri diritti.
Sapere che un altro luogo di donne, femministe e lesbiche vuole essere sgomberato, con quella violenza che tale parola porta, ci unisce a voi e ci rende alleate della vostra lotta.
Proprio per la nostra storia e la nostra esperienza crediamo profondamente che come la conquista di un diritto di una è una conquista per tutte e tutti, così la perdita di un diritto di una è una perdita per tutti e tutte.
Se le Atlantidee verranno sgomberate, a rimetterci sarà la politica delle donne di tutta la città, ma anche i suoi amministratori e le sue amministratrici, che avranno perso un’occasione per promuovere i diritti delle donne, delle lesbiche, dei gay, dei/delle trans.
Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre

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Atlantide spazio di libertà_altre comunicate

Non ci stupisce che l’amministrazione cittadina Pd-Sel minacci di sgomberare Atlandide. Del resto è sempre alla ricerca di spazi autogestiti da estirpare, specie se possono elaborare degli immaginari di rottura rispetto ai colori sbiaditi della crisi che vogliono imporre a chi vive la città. Possono smettere di affannarsi nei loro goffi tentativi. Noi abbiamo una soluzione già pronta: rifiutare mediazioni, Atlantide non si sgombera!

Hobo Laboratorio dei saperi comuni

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La lotta è dura, ma non ci fa paura:
difenderemo Atlantide con ogni mezzo necessario!

Noi, occupanti di case, uomini, donne e bambini senza reddito e, nelle loro intenzioni, senza futuro, vogliamo urlare l’ennesimo fortissimo “NO” alla minaccia che incombe su Atlantide, luogo che è parte integrante del nostro passato, del nostro presente e, soprattutto, del futuro che ci stiamo riprendendo. Mai come in questo momento chi si oppone alla privatizzazione del proprio esistere è stato così fortemente attaccato, costretto ad alzare i livelli di guardia e spinto ad affinare strategie di autodifesa sociale.

Assistiamo da lungo tempo alla metodica messa in atto di un ampio e articolato progetto di controllo politico indispensabile a garantire l’efficacia del modello proposto dal governante di turno, oggi quello di Renzi. Accade così che da un lato si mettono a valore i diritti e la vita delle persone, si vendono le ricchezze pubbliche (neppure al miglior offerente!) e dall’altro si colpiscono duramente le realtà dalle quali s’irradiano alterità, confronto e conflitto, col chiaro intento di tacitare chi si oppone e non è disposto a cedere alle logiche di mercato.
L’articolo 5 del decreto Renzi-Lupi sta vedendo le sue prime applicazioni e difatti, in alcune città, è stata cancellata la residenza a chi occupa le case. Ma non solo. Agli occupanti vengono oggi negati beni fondamentali per un’esistenza dignitosa come l’acqua e l’energia elettrica.
Quanto sta accadendo ad Atlantide rappresenta un altro tentativo che si muove nella stessa direzione; un tentativo che, come gli altri, è destinato a fallire perché ci sarà ancora una volta un’intera città pronta a difendere quel piccolo grandissimo continente. E dentro questa città ci saremo anche noi, occupanti di case, gente arrivata a Bologna da tutto il pianeta, visi, pelli, lingue diverse che non hanno paura e niente da perdere in nome della dignità e dell’amore per la giustizia sociale.

Sono cose, queste, che nessuno può toccare… proprio come Atlantide!

Asia-Usb

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Atlantide deve vivere, Atlantide resta dov’è

A volte, stando seduta sui gradini di Atlantide, puoi divertirti a guardare le espressioni di chi passa: da dentro le autoferme al semaforo di Porta S. Stefano persone stranite osservano femministe, gay, punk, lesbiche, trans, etero, queer bere uno spritz e chiacchierare assieme. Basta una sola occhiata per capire che Atlantide è un’anomalia, uno spazio non conformato, non normalizzato. Atlantide è uno spazio di libertà dove poter essere se stessi. Atlantide è un luogo di attivismo, condivisione e autodeterminazione.
Mostrando un mortifero umorismo, chi governa Bologna ha deciso che il primo di aprile ad Atlantide venisse consegnata una lettera, in cui se ne minaccia lo sgombero entro un mese, se lo spazio di Porta Santo Stefano non verrà liberato.
Non è la prima volta che Palazzo d’Accursio si esercita nell’arte del pesce d’aprile. E quando si tratta di fare questi scherzetti, che si traducono in repressione e chiusura forzata di spazi di libertà, ogni momento è buono e noi l’abbiamo imparato a nostre spese. Pensiamo all’occupazione di Santa Marta un anno fa, in risposta allo sgombero di Bartleby: questa stessa amministrazione ha ordinato lo sgombero in tutta fretta annunciando imminenti lavori per costruire asili, case per anziani e chissà, orfanotrofi per bambini indigenti.
In questi giorni invece apprendiamo che il destino del Santa Marta sarà quello della privatizzazione. Ma questo è un altro discorso. O forse no.
Ora con Atlantide il Comune si nasconde dietro ad un bando pubblico, costruito ad hoc dal Quartiere Santo Stefano (che intanto continua a tollerare la presenza di CasaPound in quartiere) per buttare fuori Atlantide dal cassero di Porta Santo Stefano. Ora il Comune chiede il ripristino della legalità.
Quello che non dice è che dietro la parola legalità c’è solo un’amministrazione miope e la volontà politica che ogni anomalia venga normalizzata: distruggere ciò che non si riesce ad addomesticare.
Ma hanno fatto male i conti. Continuremo ancora in tante e tanti a stranire favolosamente passanti, residenti e amministratori di questa sempre più triste Bologna.
Atlandide deve vivere, Atlantide resta dov’è.

Venerdì 11 aprile ATLANTIDE SI MUOVERÀ PER RESTARE DOV’È. Appuntamento dalle 18 in piazza Re Enzo.

I compagni e le compagne di Bartleby

http://bartleby.info/?p=3768

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Ci muoveremo con Atlantide_nuovi comunicati di complicità

XM24 LOVES ATLANTIDE

Il comune di Bologna e il quartiere Santo Stefano intimano allo storico Spazio cittadino Atlantide di lasciare nei prossimi quindici giorni il cassero di Porta Santo Stefano, occupato e autogestito da oltre 15 anni. Lo fa appellandosi a un articolo del codice civile, l’ 823 e ss., che viene utilizzato solitamente per confiscare i beni in possesso alla mafia e alla criminalità organizzata, e la cui finalità è quella di assicurare nuovamente alla collettività il godimento di un bene.

XM24 come Spazio Sociale Autogestito guarda con orrore a questa applicazione del codice civile: da sempre convint* che gli spazi sociali siano un bene comune della città, come si può privare la collettività di un luogo prezioso come Atlantide? Svuotarlo per ridarlo alla città? E dove vanno a finire i contenuti, i corpi, i desideri che da 15 anni assicurano alla città di arricchirsi attraverso la produzione di idee, iniziative, discussioni e battaglie civili e sociali che hanno permesso una politica di vere pari opportunità, di femminismo e antisessismo radicale, di lotta ai modelli patriarcali e di affermazione dei diritti LGBTQ? Questi 15 anni hanno reso inoltre Atlantide capitale italiana dell’autoproduzione con concerti punk in cui la differenza tra artista e pubblico è azzerata e dove la comunità D.I.Y trova un vero luogo dove fare rete, intercettando fenomeni underground che non hanno spazio nei canali mainstream e proponendo un’idea di musica e cultura totalmente distaccata dal fattore economico di mercato e compravendita.

La lettera inviata dall’ accoppiata comune/quartiere è l’ennesimo passo tragicomico di un iter iniziato con un bando che ha sottratto lo spazio al suo legittimo contenuto, che è appunto Atlantide e a tutt* coloro che lo hanno attraversato e fatto vivere in questi anni. Quello stesso comune e quello stesso quartiere che, contemporaneamente, legittimano con il loro silenzio la presenza di quel covo di intolleranza, odio, razzismo, squadrismo e omofobia quale è la sede dei fascisti del terzo millennio di casa pound, a poche centinaia di metri dal cassero di porta santo stefano. Forse da parte di questa giunta (di) sinistra c’è un tardivo desiderio di ‘fare come la russia’ avallando fascisti xenofobi e intanto togliendo a gay lesbiche, trans e punk la visibilità e la vivibilità? E che dire della connivenza, sempre di questa giunta, con una presidenta di quartiere filofascista? Ricordiamo a queste persone che la città di Bologna molte volte ha gridato un semplice concetto: ‘Frocie sempre fascisti mai!!’

Se amministrazione e quartiere pensano che la legittimità burocratica con cui si travestono possa finire un’esperienza così longeva, importante e necessaria per noi tutt*, hanno fatto male i conti. Affinché Atlantide, i collettivi che ne fanno parte e la sua straordinaria ricchezza rimangano lì dove sono ancora per millenni, invitiamo tutte e tutti a partecipare alle prossime iniziative a sostegno di Atlantide, tra cui il corteo del prossimo 11 aprile. Atlantide è di tutte e tutti e con tutte e tutti se la dovranno vedere coloro che si avvicineranno a Porta Santo Stefano per portacelo via.

SOLIDARIETA’ ATTIVA ALLA FAVOLOSITA’ ATLANTIDEA

Spazio Sociale Autogestito XM24

http://www.ecn.org/xm24/1996/xm24-loves-atlantide

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Le prime comunicate di complicità, amore e sostegno per Atlantide

NOI STIAMO CON ATLANTIDE

Abbiamo condiviso con le Atlantidee moltissimi momenti di riflessione e di elaborazione, e conosciamo bene la ricchezza di uno spazio in cui i percorsi politici di autorganizzazione e la produzione/condivisione di sapere critico sono sempre stati strettamente connessi. Per questo non possiamo restare in silenzio dopo aver saputo che il Comune di Bologna è tornato alla carica contro le nostre sorelle di Atlantide, e questa volta pare che faccia sul serio. Il primo aprile i gruppi queer, femministi, punk (laboratorio smaschieramenti, clitoristrix/quelle che non ci stanno, antagonismogay, nullaosta D.I.Y.) che da anni fanno vivere il mitico cassero di porta Santo Stefano, hanno ricevuto una lettera che intima loro di andarsene entro quindici giorni. Altrimenti saranno sgomberate con la forza. Con l’intervento di un reparto antisommossa, il Comune vorrebbe mettere fine a un’esperienza decennale di autogestione che costituisce un punto di riferimento fondamentale per femministe, queer, lesbiche, froce, trans* e tutte le favolosità in lotta contro etero-sessismo, razzismo, transfobia, in questo paese. La minaccia di sgombero di Atlantide non è una questione locale, ma ci riguarda tutte, tutti e tuttu. Atlantide è stato negli anni e continua a essere un crocevia di esperienze e percorsi politici, uno spazio importantissimo per i movimenti femministi e queer, un nodo fondamentale di tutti i sommovimenti – femministi e lesbici e nazioanali – che hanno attraversato e continuano ad attraversare l’Italia. Non lasceremo che un reparto antisommossa metta fine a tutto questo!
Intimare alle Atlantidee di abbandonare il cassero di porta Santo Stefano è un gesto politico che nessuna logica legalitaria potrà coprire. Noi stiamo dalla parte delle nostre sorelle s/bandate di Atlantide. Atlantide non si tocca!

Kespazio, per una ricerca queer e postcoloniale (Roma, Europa)

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ATLANTIDE NON SI TOCCA!

Dal 1998 il cassero di porta S.Stefano è uno spazio antisessista ed antifascista in cui hanno trovato casa collettivi LGBT, queer, femministi e punk, ma, come scriveva una compagna, Atlantide è anche “15 anni di passione, amore, conflitto, condivisione, crescita personale e collettiva, aspirazioni, desideri, gioia e sofferenza”, 15 anni di lotte, 15 anni di autogestione, di produzione di soggettività autodefinite e svincolate dalla visione normalizzante del potere: anni che non si cancellano con una messa a(l) bando o con una sgombero. Ancora una volta il comune dimostra la solita miopia ed insipienza mettendo sotto attacco uno spazio ridato alla vita dall’impegno collettivo, cercando di metter fine ad un’esperienza così significativa ed unica per questa città con la misera scusa delle logiche di un bando. Il perbenismo sotteso alla retorica della legalità a tutti costi lo conosciamo bene e sappiamo quanto sia anticamera della desertificazione culturale e sociale, della normalizzazione delle pratiche e dei desideri; desideri che prendono corpo e vita attraverso l’autogestione e che in essa si alimentano. Al comune diciamo che noi sappiamo da che parte stare ed è lì che ci troverete. Esprimiamo quindi la massima solidarietà, vicinanza ed affetto alle varie soggettività ed esperienze che attraversano gli spazi di Atlantide.

Basta con gli sgomberi: Atlantide deve restare dov’è!

Vag61 – Spazio libero autogestito

http://vag61.noblogs.org/post/2014/04/04/atlantide-non-si-tocca/

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la manifesta con i prossimi appuntamenti della (r)esistenza atlantidea

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Scarica, stampa e diffondi la manifesta:  atlantide_resiste

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Appuntamenti atlantidei del 5, 7 e 11 aprile: Atlantide si muove ma resta dov’è!

Sabato 5 aprile saremo insieme a Berneri e Làbas in piazza Santo Stefano dalle 16 in poi, per una giornata antifa di quartiere, durante la quale ribadiremo la nostra storia di spazio antifascista, antisessista e antirazzista, in tutte le sue declinazioni, in un quartiere che vede invece la placida presenza di una sede di Casa Pound. A seguire apertura contemporanea di Atlantide e Circolo anarchico Berneri (con cena).

Lunedì 7 aprile alle 13 ci vediamo sotto Palazzo d’Accursio per respingere al mittente la lettera di sgombero che ci è giunta il primo aprile.

Venerdì 11 aprile, ATLANTIDE SI MUOVERÀ PER RESTARE DOV’È. Appuntamento dalle 18 in piazza Re Enzo.

 

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