Assemblea pubblica #CheGenerediCittà 3 – verso il 21 maggio

CHEGENERE3

Fra pochi giorni arriva in discussione alla Camera il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso, una legge che sancisce ufficialmente l’inferiorità delle coppie omosessuali e transgender non riconoscendo il loro ruolo di genitori, frutto di un dibattito in cui sia i favorevoli sia i contrari hanno dato sfogo a un’omofobia e a un paternalismo istituzionali senza precedenti. Una legge svuotata, che serve solo a dare una copertura di “rosa” e un’immagine progressista alle politiche governative di austerità, strumentalizzando le lotte lgbt.

Nel frattempo la locale campagna elettorale mette in scena narrazioni da teatro parrocchiale, lontanissime dalla materialità dei bisogni sociali, che rappresentano la città come uno spazio neutro, pacificato, per evitare di guardare in faccia la disoccupazione e la precarietà selvaggia, l’emergenza abitativa, la bolla sgonfia delle start-up, il drastico restringimento dell’accesso al welfare e la consegna di ciò che ne resta in mano ai privati. Nessuna redistribuzione di reddito, nessun reale potere alla cooperazione sociale auto-organizzata, che viene evocata soltando come palliativo per la “povertà”. Alla brutalità delle politiche neoliberiste sembra ormai opporsi soltanto un tenue e caritatevole senso di pietà per i poveri, che lasciamo volentieri ai neofilantropi.

Anche se la politica degli sgomberi non ci dà tregua, noi come tante e tanti altr* continuiamo a esserci, a muoverci, a costruire progettualità e r-esistenze collettive, forti dei legami sociali che crescono negli interstizi imprevisti della città normalizzata, fuori dalla cultura della competizione neoliberista.

Al premio di consolazione rappresentato dal riconoscimento, o dalla promessa di riconoscimento, di progetti di vita privati, di talenti e competenze individuali, di progetti collettivi nati dal basso e poi trasformati in impresa o in servizio proprio attraverso il riconoscimento, desideriamo opporre i legami di solidarietà, di affetto, la sperimentazione di reti di neomutualismo che emergono dall’autogestione e dalle comunità queer.

Per tutto questo, reclamiamo spazi fisici e politici. Vogliamo disegnare un’altra città, una città fatta di corpi e desideri autogestiti. Per questo, stiamo organizzando con il SomMovimento NazioAnale una manifestazione nazio(a)nale trans femminista lesbica frocia il 21 maggio proprio a Bologna, la città dove lo scorso ottobre è stata sgomberata Atlantide, spazio storico e di fondamentale importanza per le lotte transfemministe, l’autoproduzione, l’autogestione.

La nostra esperienza, personale e politica, di froce, lesbiche, trans che non si accontentano di restare nello spazio domestico della coppia (per di più di serie B), di femministe che non si accontentano delle pari opportunità, di soggetti eccentrici che rifiutano di autolegittimarsi attraverso il successo autoimprenditoriale è espressione di un diffuso bisogno collettivo di spazi di socialità e di sessualità liberata, di autogestione e autonomia.

Un bisogno che abbiamo condiviso nelle precedenti assemblee #chegeneredicittà con tanti e tante altre realtà e singole che compongono la ricchezza sociale non mercificata e non pacificata di Bologna. Un’intersezione di lotte, desideri, prospettive, che vogliamo continuare ad abitare. Per opporre alla privatizzazione degli affetti la collettivizzazione degli spazi, per combattere la mercificazione della socialità, dei desideri, dello spazio pubblico, la messa a valore della cooperazione sociale, la neutralizzazione del conflitto.

E’ il desiderio di costruire nuove connessioni quello che ci porta a stare nelle strade e nelle piazze per risignificarle e risocializzarle, come ci indica l’indomabile movimento francese contro la legge sul lavoro. Per liberare la nostra creatività e i nostri saperi dagli ingranaggi della produzione, riconnettere la salute alla felicità, restituire l’immaginazione alla politica, smontare i meccanismi dell’esclusione sociale e della presunzione bianca che mostrificano chi viene da “altrove”. Per coltivare affetti e passioni inclusive e collettive, ciascun* a partire dal proprio posizionamento e dalla propria esperienza, oltre l’immaginario della famiglia nucleare bianca borghese e eterosessuale che struttura la scala della rispettabilità e orienta quel poco che resta delle politiche sociali. 

Siete quindi tutte tutti e tuttu invitat* all’assemblea pubblica di lunedì 9 maggio, presso il Centro delle donne di Bologna, in via del Piombo 7, alle ore 20.30.

Le Atlantidee

Laboratorio Smaschieramenti – NullaOsta

 

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sab 6 feb ’16 – Porte, Ponti e Buchi / Party Atlantidea

Possono murare le porte ma non fermare quello che amiamo fare. Atlantide  è ovunque e continua le sue attività, nomadi ed itineranti, verso un nuovo approdo. E così le feste più sfroce della città continueranno ad essere inarrestabili, come la capacità collettiva di sovvertire etero e  omonormatività.
Abbiamo attraversato porte, siamo temporaneamente sotto un ponte, ma sbucheremo da qualche parte, dove meno ve lo aspettate!
Domani alle 23 al B.U.C.O., via Emilio Zago 11, Bologna

dj Lour des
Tuasorella dj
dj Violent reason
RebelGlitter dj
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Che genere di città? (2)_Il documento

Nella prima assemblea pubblica #chegeneredicittà, a pochi giorni dallo sgombero di Atlantide, di via Solferino e dell’ex Telecom, realtà diverse fra loro come centri sociali, associazioni lgbt e femministe, reti di piccoli produttori agricoli e molte singole attiviste e attivisti hanno condiviso una prima analisi di quello che sta succedendo a Bologna, aspirante capitale degli sgomberi.

Nonostante la diversità delle esperienze coinvolte, in termini di aree di interesse e intervento, di modelli organizzativi e decisionali, di statuto giuridico, di grado di istituzionalizzazione e di rapporto con la “legalità”, siamo partite dalla constatazione condivisa che lo spazio per una mediazione sociale fra movimenti e istituzioni sembra essersi quasi completamente dissolto. I sindacati, i partiti, gli enti locali, che un tempo si incaricavano di questa mediazione, si sono dissolti o sottratti a questo ruolo, così che ai bisogni sociali, alle lotte, alla conflittualità e alla critica espressa dalla politica non istituzionale viene opposta ormai solo la formalità della legge e la brutalità delle forze dell’ordine e dei provvedimenti giudiziari.

Abbiamo denunciato i limiti e le storture delle forme messe in campo dall’amministrazione comunale per rapportarsi con la capacità di agire di una molteplicità di soggetti collettivi: i bandi usati come arma di ricatto, i patti di collaborazione che riproducono logiche clientelari, la sussidiarità come scorciatoia per abbattere i costi del welfare. E’ evidente quindi che la questione, prima che “quale forma giuridica”, è “quale mediazione sociale”, quale spazio, quale orizzonte per la relazione fra iniziativa politica dal basso e istituzioni.

Nel frattempo, il Comune di Bologna ha messo in piedi un’imponente operazione di comunicazione che tende a confondere le acque su cosa si  debba intendere per “iniziativa dal basso”, con l’effetto di screditare e relegare al rango di delinquenti o di “presuntuosi che non vogliono stare alle regole del gioco” le esperienze di reale autogestione.

Peccato che le regole del gioco siano state decise unilateralmente dal Comune, e che la collaborazione di cui le istituzioni si riempiono la bocca sia tutt’altro che un rapporto orizzontale e partecipativo.

“Collaborare è Bologna” plaude alla “cittadinanza attiva” e premia l’iniziativa “dal basso” dei cittadini assegnando spazi da “rigenerare” o semplicemente erogando riconoscimento attraverso incarichi ufficiali, ma non retribuiti, per svolgere compiti che un tempo avrebbero svolto i dipendenti comunali. L’iniziativa di quali cittadini e per fare cosa? Il tutto si potrebbe riassumere in “Cittadinanza attiva, ma non troppo”: perchè va bene se i cittadini di auto-organizzano per pulire le scritte dai muri, fare la manutenzione delle aree verdi, custodire i parchi pubblici o raccogliere generi alimentari per rifornire le Case Zanardi. Meglio ancora se si auto-organizzano per fare impresa sotto le mentite spoglie della promozione sociale in modo che, attraverso posti di lavoro iperprecari e retribuiti meno di 5 euro l’ora, vengano rigenerati i vari spazi di proprietà comunale in stato di abbandono: perchè senza costi da sostenere il Comune riesce a fare marketing anche su questo.
Ma cosa succede se i cittadini si auto-organizzano per chiedere perchè i poveri sono poveri, per aggredire le cause della povertà e non solo per alleviarne gli effetti, per creare spazi di socialità autogestita in disaccordo con la cultura dominante? In questo caso la risposta è fatta di repressione, criminalizzazione, sgomberi, come esemplifica bene la più recente vicenda dello sgombero di via Agucchi. Continue reading

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15 dic 2015 #chegeneredicittà

Nella Bologna capitale degli sgomberi, la furia cieca della legalità continua ad abbattersi a colpi di manganello sull’autorganizzazione dei bisogni sociali e la “vacanza” della politica istituzionale è ormai uno stato d’eccezione permanente.
Se è stato importante incontrarsi per discuterne all’indomani dello sgombero di Atlantide, come abbiamo fatto con l’assemblea “Dopo quel muro, che genere di città?” del 21 ottobre, diventa sempre più urgente ritrovarsi per immaginare risposte collettive alla normalizzazione dello spazio pubblico, alla gestione privatistica e autoritaria dei cosiddetti “beni comuni” e al restringimento dell’agibilità politica di tutte e tutti. Oltre la campagna elettorale, oltre la sussidiarietà e la falsa “collaborazione” propagandata da questa ignava amministrazione. Ci vediamo il 15 dicembre, alle ore 20.30, presso il Centro delle donne, in via del Piombo 7.

::: leggi il documento di convocazione :::

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Smaschieramenti Senza Tetto

Dopo lo sgombero di Atlantide e in attesa di una nuova casa, le riunioni del Laboratorio Smaschieramenti si stanno svolgendo grazie all’ospitalità di spazi e gruppi solidali:

MER 18 nov al Mit
MER 25 nov alla Sim (Scuola Italiano Migranti di XM24)
MER 2 dic (o un altro giorno di quella stessa settimana) a VAG61
MER 9 dic al Mit
MER 16 dic alla Sim
MER 23 al Vag61

Se volete partecipare al Laboratorio Smaschieramenti, scriveteci: infosmaschieramenti[at]inventati[punto]org

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Favolosa Coalizione contro Salvini

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I leghisti e le destre si riuniranno a Bologna domenica 8 novembre continuando a propagandare una politica basata su paura, odio, esclusione, nazionalismo e razzismo, sulla ricerca di capri espiatori che mistifica le finalità politiche della crisi e dello smantellamento del welfare.
Non è un caso che l’arrogante rilancio leghista coincida con l’emergere di gruppi integralisti cattolici e di estrema destra, (No194, Sentinelle in piedi, Manif pour tous). Questi gruppi alimentano il panico sociale nei confronti di lesbiche, trans, gay e donne che vogliono vivere liberamente la loro sessualità e che concepiscono la maternità come una scelta e non come un obbligo o un destino naturale. La guerra contro lo ius soli, l’allarme intorno al crescere della popolazione di origine straniera e l’avversione per l’autodeterminazione fanno parte della stessa visione: una società fondata sulla famiglia bianca, mononucleare, chiusa in se stessa, produttrice di uomini e donne ingabbiate/i in ruoli rigidi e gerarchici.

La paranoia securitaria alimentata negli ultimi anni da questi soggetti (ma anche dal partito democratico) contribuisce a diffondere il rifiuto di ogni diversità e di ogni forma di socialità alternativa a quella dominante. Non per niente gli sgomberi delle ultime settimane a Bologna hanno colpito l’autorganizzazione di migranti, femministe, froce e punk.
La Favolosa coalizione vuole ripartire da nuove visioni di società e di convivenza che mettano al centro le diversità e l’autodeterminazione di ogni soggettività, piuttosto che l’esclusione e la repressione.
Rivendichiamo il diritto di attraversare i confini fra i paesi così come quelli fra i sessi e fra i generi. Contro chi erige muri noi ripartiamo dai nostri corpi e dai nostri desideri. Contro chi chiude le frontiere ripartiamo facendo saltare ogni confine.

Liberiamoci da Machismo, Razzismo e Sessismo. Ripartiamo dalle Diversità.
Liberiamoci dai medici obiettori, ripartiamo dall’autodeterminazione.
Liberiamoci dai Confini. Ripartiamo dal Diritto di Transito.

Invitiamo tutte le favolosità a partecipare con noi a:
BICIBATTERUSPA: venerdì 6 novembre, ore 15.30 @ p.zza XX settembre
PRESIDIO CONTRO IL RAZZISMO ISTITUZIONALE E DEMOCRATICO: sabato 7 novembre, ore 10.30 @ Prefettura (p.zza Roosevelt) – ore 15.00 @ p.zza San Francesco con Pratello R’Esiste

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Sullo sgombero dell’ex Telecom

Siamo sgomente e nauseate di fronte all’orrendo spettacolo del potere che fa la guerra dall’alto alla povertà, buttando fuori di casa centinaia di persone nel giro di pochi giorni, da via Solferino all’ex Telecom, proprio alle porte dell’inverno, chiamandola “legalità”. Disgustate e furiose, di fronte a una politica istituzionale che blatera parole come “collaborazione” e sproloquia di “anima” mentre vengono attaccate e colpite le poche esperienze concrete di solidarietà che faticosamente provano a dare un senso all’idea di comunità. Continue reading

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DOPO QUEL MURO, CHE GENERE DI CITTÀ?

Assemblea pubblica | Mercoledi’ 21 Ottobre – h 20.30 – Sala da ballo del centro sociale “Saffi”, Via Ludovico Berti 2/10 (Giardini Pierfrancesco Lorusso)

immagine evento ass pubblic

Lo sgombero di Atlantide ha spazzato via la possibilità di un confronto politico aperto, pubblico e trasparente tra esperienze sociali e istituzioni rappresentative sulla gestione degli spazi pubblici. Uno sgombero che ha voluto chiudere un’esperienza di 17 anni di autogestione, colpendo al cuore le froce, le lesbiche, i/le trans, le femministe, i punk e tutte le soggettività per le quali il bisogno di spazi di autodeterminazione, sperimentazione sociale e politica, socialità e produzione di saperi dal basso, è un bisogno vitale, di sopravvivenza.

Quel muro, eretto sulla porta del Cassero di Porta Santo Stefano, è il segno molto concreto di una profonda frattura che si è aperta non solo nel rapporto tra l’amministrazione e il mondo lgbt e femminista, tra l’amministrazione e gli spazi sociali autogestiti, ma anche nel rapporto con tutto l’ampio mondo dell’associazionismo bolognese. Continue reading

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#Atlantideovunque – ExisTrans Parigi

Oggi a Parigi durante ExisTrans la marcia de* trans e intersex, alcune compagne hanno distribuito questo volantino in solidarietà con Atlantide:

atlantide rectoatlantide verso

 

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#atlantideovunque photogallery

Il favoloso album fotografico della campagna #atlantideovunque. (Se la tua foto ci è sfuggita nel mare magnum di fb, segnalacelo nello spazio dei commenti o via e-mail)

zerocalcare

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