DOPO QUEL MURO, CHE GENERE DI CITTÀ?

Assemblea pubblica | Mercoledi’ 21 Ottobre – h 20.30 – Sala da ballo del centro sociale “Saffi”, Via Ludovico Berti 2/10 (Giardini Pierfrancesco Lorusso)

immagine evento ass pubblic

Lo sgombero di Atlantide ha spazzato via la possibilità di un confronto politico aperto, pubblico e trasparente tra esperienze sociali e istituzioni rappresentative sulla gestione degli spazi pubblici. Uno sgombero che ha voluto chiudere un’esperienza di 17 anni di autogestione, colpendo al cuore le froce, le lesbiche, i/le trans, le femministe, i punk e tutte le soggettività per le quali il bisogno di spazi di autodeterminazione, sperimentazione sociale e politica, socialità e produzione di saperi dal basso, è un bisogno vitale, di sopravvivenza.

Quel muro, eretto sulla porta del Cassero di Porta Santo Stefano, è il segno molto concreto di una profonda frattura che si è aperta non solo nel rapporto tra l’amministrazione e il mondo lgbt e femminista, tra l’amministrazione e gli spazi sociali autogestiti, ma anche nel rapporto con tutto l’ampio mondo dell’associazionismo bolognese. Continua a leggere

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#Atlantideovunque – ExisTrans Parigi

Oggi a Parigi durante ExisTrans la marcia de* trans e intersex, alcune compagne hanno distribuito questo volantino in solidarietà con Atlantide:

atlantide rectoatlantide verso

 

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#atlantideovunque photogallery

Il favoloso album fotografico della campagna #atlantideovunque. (Se la tua foto ci è sfuggita nel mare magnum di fb, segnalacelo nello spazio dei commenti o via e-mail)

zerocalcare

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La solidarietà di Atlantide all’occupazione di via Solferino

A pochi giorni ed a meno di 2 km di distanza, un altro sgombero ha investito oggi, con tutta la sua violenza, il Quartiere S.Stefano.
Un Quartiere da “ripulire” e da “disinfestare” dalla gramigna che, nonostante tutto, continua a spuntare ovunque, che sia sotto forma di  persone senza casa che occupano un edificio vuoto, che sia sotto forma di froci, lesbiche, trans, femministe e punk che si prendono uno spazio per fare politica, cultura e socialità in una società in cui non c’è posto per loro, che sia sotto forma di un grande, favoloso corteo contro lo sgombero di Atlantide.
Un Quartiere nuovamente teatro di un altro duro colpo ai diritti fondamentali: questa mattina, le trenta persone che, da febbraio di quest’anno, autodeterminandosi, avevano trovato una sistemazione nello stabile di via solferino 42, vuoto da anni, sono state ricacciate in strada.
Trenta persone per cui non è stata pensata una soluzione alternativa. Trenta persone che hanno raccolto le proprie cose con la dignità che manca certamente a chi dispone tali mandati, perseguendo piuttosto gli interessi di pochi e quella logica securitaria e legalitaria che sta svuotando le città dalle r/esistenze che la rendono vitale.
L‘intenzione, evidentemente comune a procura, giunta e centro destra è chiara: omologare, appiattire, creare consenso fomentando le paure della gente, in nome della famigerata legalità, che viene rappresentata come un concetto neutro mentre nella realtà dei fatti viene utilizzata per scrollarsi di dosso le responsabilità politiche e piegata a piacimento quando si tratta di aiutare i gruppi di interesse che sostengono le istituzioni ed i partiti tradizionali. Legalità che viene rappresentata come un valore assoluto, al punto che nel dibattito pubblico e nella testa di molti la domanda “è legale?” ha totalmente soppiantato la domanda “è giusto?”. 
Lo sgombero di oggi in via Solferino ci dice anche un’altra cosa: la campagna elettorale cominciata venerdì scorso è ora entrata nel vivo. Basta solo attendere che salti la testa di qualche altro assessore (magari che abbia la faccia tosta di schierarsi con gli occupanti o di invocare “percorsi nati dalle occupazioni”) o che venga votato nuovamente un altro ordine del giorno che celebri le nozze, quelle sì accettate da tutti, tra conservatori di destra e di sinistra.
Anche oggi abbiamo avuto conferma del corto circuito in cui le realtà istituzionali si stanno disgregando, palesemente succubi di lobby molto più pericolose di quelle paventate in questi giorni dal sindaco, sempre più lontane dalle necessità concrete, e, va da sé, immemori del proprio ruolo costitutivo. Sappiamo già quanto siano impietose le leggi della campagna elettorale.
A quelle famiglie, che spesso vengono strumentalmente contrapposte alle soggettività queer e le realtà non convenzionali come la nostra, esprimiamo la nostra totale vicinanza e solidarietà. 
le Atlantidee
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Il corteo per Atlantide, dalla testa al culo

Il corteo in risposta allo sgombero di Atlantide di sabato 10 ottobre ha raccolto nonostante la pioggia e le sole 24 ore di preavviso quasi duemila persone. Restate conness*, presto chiameremo nuove iniziative.

 

Il corteo di sabato, dalla testa al culo… VIDEO 

PHOTOGALLERY coming soon

 

 

 

scritta muro

 

#AtlantideOvunque: Alla partenza del corteo abbiamo lasciato una scritta sul muro eretto venerdi’ mattina dagli addetti del comune per sbarrare l’ingresso al Cassero di Porta Santo Stefano.

 

 

 

Ghostbusters! Lungo il tragitto, la disinfestazione della sede del quartiere Santo Stefano dal linguaggio d’odio e dalle incitazioni alla violenza antiomosessuale che caratterizzano i messaggi pubblicati dai sostenitori di Ilaria Giorgetti sulla sua bacheca facebook (pubblica…). La presidente del quartiere Santo Stefano aveva dichiarato, qualche giorno fa, che appena dopo lo sgombero avrebbe fatto disinfestare il Cassero.

Insulti Facebook Giorgetti

101015 - Manifestazione corteo associazione Atlantide Lgbt dopo sgombero e chiusura del cassero di porta santo Stefano - foto Nucci/Benvenuti - CORTEO MANIFESTAZIONE ASSOCIAZIONE ATLANTIDE DOPO SGOMBERO - fotografo: BENVENUTI

foto Nucci/Benvenuti

“Virginio Murala” Sul drappo/muro di mattoni a fine corteo diversi attivist* hanno scritto i nomi degli spazi sociali sgomberati e murati durante l’amministrazione di Merola.

Messaggio per Merola

Restate conness*,  presto chiameremo nuove iniziative!

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Comunicata Inter-NazioAnale transfemminista e queer per Atlantide

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Atlantide è stato un luogo dove sentirsi liber* di essere noi stess* e dove sperimentare la libertà di diventare divers*: un luogo dove i nostri bisogni trovavano voce e corpo/i e dove spazio ha trovato il nostro bi/sogno di inventare risposte favolose e frocissime alla violenza dell’eteronormatività, della precarietà e del neoliberismo sui nostri corpi e sui nostri affetti, così come il nostro desiderio di auto-organizzarci, di creare reti politico-affettive in grado di sostenere e potenziare le (nostre) vite fuori norma e la nostra voglia di inventare nuove forme della politica.
Atlantide è un nodo fondamentale dei movimenti transfemministi e queer, in Italia e non solo, e ha permesso negli anni la costituzione di solide reti politiche.
Atlantide è rimasta negli anni uno spazio politico aperto a tutt*, è diventato un luogo fisico dove le tant* singolarità orfane di un riferimento politico nelle proprie città potevano confrontarsi, autorganizzarsi, produrre controsaperi; essere fisicamente in uno stesso luogo sentendosi tutt* compagne di uno stesso grande collettivo. Un luogo che ha risposto a dei bisogni materiali, che ha acuito la difficoltà di tutt* noi favolose singolarità dislocate di poter continuare i nostri percorsi politici e ri-incontrare compagne lontane unite dalle lotte e gli affetti.
Oggi, nel momento del suo sgombero, la rabbia e la tristezza sono di tutt* coloro che l’hanno attraversata nelle assemblee, nelle feste, nei momenti di ricerca e dibattito, accolt* e circondat* da sorell* e compagn* che hanno reso quel luogo un pezzo del nostro cuore.
Atlantide, oggi non meno di ieri, è dentro ciascun* di noi. È nei nostri desideri, nella nostra eccentricità. Di più: ATLANTIDE È CIASCUN* DI NOI. Ed è in queste lacrime e in questa rabbia per la viltà di un partito e di una giunta su posizioni sempre più neoliberiste e di destra, che fanno pinkwashing con le unioni civili, salvo poi far rimuovere di peso, dagli sbirri in assetto antisommossa, froce, lesbiche, trans*, punk, femministe e tutt* coloro che provano ad attraversare i confini tra corpi e desideri, e che ai sacri crismi del disciplinamento eteronormativo e della razionalità neoliberista contrappongono l’auto-organizzazione e la libertà politica di rigettare ogni norma che si fondi sulla neutralizzazione e sull’assimilazione.
Non sarà certo il loro bisogno di rimuoverci a fermarci, né i loro obiettivi di morte sociale che chiamano “legalità”, né quel muro eretto per sopperire a qualche problema di erezione. Anzi. Oggi Atlantide non affonda. Oggi Atlantide deborda, invade tutto e tutt*. Come scrivono le nostre sorelle atlantidee, da oggi in poi non solo Bologna, ma tutte le città in cui abitiamo, facciamo politica e amiamo – Perugia, Roma, Torino, Sassari, Milano, Bari, Vicenza, Trento, Lisbona, Coimbra, Parigi, Leicester, Melbourne… – saranno invase da orde di checche furibonde, di femministe perverse, di lesbiche guerriere, di trans* indisciplinat*, di punk senza etichette che faranno vivere Atlantide in ogni luogo.
Atlantide è nelle nostre lotte per l’autodeterminazione e per una giustizia sociale queer. È nelle nostre voci e nei nostri corpi quando sfiliamo ai cortei, quando gridiamo la nostra rabbia, ma anche quando amiamo, accogliamo, godiamo, e quando sovvertiamo quelle stesse norme da cui oggi dipende lo sgombero di Atlantide. L’intimidazione lanciata alle sorelle di Bologna ricade come un macigno sopra tutte noi. Complici e solidali, insieme rispondiamo: da oggi Atlantide è ovunque! Atlantide si tocca solo per godere: ora è il momento di farvela vedere.

+++ spanish and english version below +++

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#AtlantideOvunque: Statement of Solidarity for the Evicted Trans*-Feminist-Queer-Punk Space | PLEASE SIGN IN THE COMMENTS | + Version FRANÇAISE + Versione ITALIANA

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On October 9th, 2015, Atlantide–one of the very few remaining autonomous and self-managed (autogestito) social spaces in Italy–was forcibly evicted from Porta Santo Stefano, its home of 17 years. Atlantide inhabited one of the historic gates to the medieval city of Bologna, which is home to the oldest university in the so-called Western World.

Altantide was certainly the oldest trans*-feminist-queer and punk space of its kind. It was the last such space in the central city of Bologna, which was once filled with self-managed social spaces. The city is increasingly filled with empty spaces and failed state and private projects.

Atlantide takes its name from the mythical lost city of Atlantis. Today, it is clear that some want us to drown. Instead, with your solidarity, they will make us overflow. Our campaign of resistance to both this specific act of repression and the general atmosphere that supports it is shorthanded as #AtlantideOvunque: Atlantide Everywhere.

We are asking academics, researchers, and queer knowledge producers in Italy and around the world to support Atlantide in our search for a new home by signing this statement of solidarity in the comments section below. In addition to the required fields of name and e-mail, please write your name, affiliation (if any), and any additional comments or reflections in the “commento” box!

You might also take a photo of yourself, your department, your reading group etc. with a sign reading #AtlantideOvunque.  (Even better in front of an abandoned or gentrified building or queer spot in your city or town!) You can post these photos on our Facebook page, Atlantide R-esiste. You can also share this statement and ask peers, friends, and colleagues to sign!

You will find another petition for Atlantide–”The Butterfly Effect”–here. (In Italian only). For other statements of solidarity or questions please write atlantideresiste [at] gmail [dot] com

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L’effetto farfalla: Atlantide è ovunque

Venerdì 9 ottobre, in esecuzione di un’ordinanza del Sindaco Virginio Merola, è stato sgomberato con la forza uno spazio autogestito da 17 anni da femministe, lesbiche, trans, gay e punk, un pezzo di cuore per migliaia di persone che lì trovavano una socialità non mercificata e non normata dall’eterosessualità obbligatoria e da pregiudizi razzisti, classisti, e una pratica politica per cercare vie d’uscita collettive dalla precarietà, dall’isolamento, dalla paura. Uno spazio relativamente piccolo, ma che significa molto e che è in rete con tanti collettivi, spazi sociali e associazioni in città, in Italia e nel mondo.
Forse chi ha pensato di sacrificarlo ai propri giochi elettorali ha sottovalutato l’effetto farfalla: un battito di ciglia di una manciata di froce a Porta Santo Stefano ha prodotto una crisi nella politica cittadina e un’ondata di solidarietà debordante. Continua a leggere

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Atlantide lotta per vivere_comunicato NullaOsta

Bologna 8.10.2015

E’ difficile cercare di tratteggiare la trama di un’esperienza oggi, quando troppe trame si stringono tra molteplici esperienze, lotte e desideri a descrivere la storia di un solo spazio di pochi metri quadrati e dei suoi tantissimi protagonisti, soprattutto nei giorni in cui un finale scritto tra promesse bugiarde vorrebbe essere firmato con la violenza di uno sgombero…
Favolose froce, coraggiose femministe e nerissime punk avevano in comune l’amore passionale per l’autogestione come unica forma condivisibile di vivere la socialità, e la libertà di espressione del proprio desiderio come risposta consapevole di una minoranza cosciente; ma questa esperienza decennale di convivenza ha anche ampliato i confini delle proprie idee, arricchito le proprie pratiche di eccezionali contaminazioni.
Il collettivo Nulla Osta abita Atlantide dal 2001 ma questo nome è spesso stato sostituito dal ben più noto epiteto “I punx di Atlantide”. Uniti nell’anonimato di un semplice appellativo, poiché chiunque può essere punk di Atlantide, dove accedere ad un concerto non significa pagare un biglietto per diventare un mero spettatore, dove non esistono parti da recitare ma solo possibilità di partecipare tutte e tutti in qualsiasi momento di creazione. Punx in uno spazio attraversabile, aperto e libero, da più di 10 anni occupati nella fruizione musicale, dei contenuti della stessa, della sua distribuzione in un ottica anch’essa totalmente autogestita, autoprodotta, libera.
Atlantide unica utopica emerge dalle acque scure, dal liquame maleodorante che si infila sotto ai nasi del più stra arricchito, arci potente quartiere Santo Stefano; promuovendo, condividendo qualcosa di molto diverso dal centro commerciale in cui è stato trasformato il cuore di una città come Bologna. Bologna culla di controculture e movimenti indipendenti musicali e non solo, Bologna strozzina di pensieri ed arti, Bologna che prima disprezza poi compra, che prima sgombera poi incornicia in un museo, Bologna incapace di comprendere ciò che non può comprare, Bologna che può osservare una bellezza solo quando è stata distrutta, smembrata ed adattata ad una serie di ovvietà e normalità, quando è masticata dal continuo sistema obbligato di Produci-Consuma-Crepa o digerita dall’etichetta di accettabilità morale e legale… E punx assolutamente indigesti si rifiutano di credere che davvero solo questa lobotomia capitalistica sia rimasta tra le acque sporche di questa città.
In questi giorni di rabbia, tristezza e notti insonni, i collettivi che animano Atlantide hanno deciso di rendere lo spazio il più attraversabile possibile. Noi rumorosi punx lo faremo stasera convinti che sia ancora una volta più importante la possibilità di condividere che quella di rinchiudersi in case indisturbate e vuote di silenzi. Abbiamo deciso di fare quello che sappiamo fare meglio attraverso la musica, urlando a squarciagola che non ci adatteremo mai a chiamare acqua questo liquame che ci soffoca!
Atlantide lotta per vivere!

Il collettivo dei punx vi invita a partecipare al concerto di stasera e viverlo con noi, prima che sia ricordato in qualche fanzine, libro o album dei ricordi:
NEGATIVE APPROACH(USA)
+ DANNY TREJO + TUMULTO
Ore 21:00
Atlantide Occupata, Bologna.

comunicato punk
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Comunicati contro lo sgombero di Atlantide (in aggiornamento)

Comunicata Inter-NazioAnale transfemminista e queer per Atlantide

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Atlantide è stato un luogo dove sentirsi liber* di essere noi stess* e dove sperimentare la libertà di diventare divers*: un luogo dove i nostri bisogni trovavano voce e corpo/i e dove spazio ha trovato il nostro bi/sogno di inventare risposte favolose e frocissime alla violenza dell’eteronormatività, della precarietà e del neoliberismo sui nostri corpi e sui nostri affetti, così come il nostro desiderio di auto-organizzarci, di creare reti politico-affettive in grado di sostenere e potenziare le (nostre) vite fuori norma e la nostra voglia di inventare nuove forme della politica. Atlantide è un nodo fondamentale dei movimenti transfemministi e queer, in Italia e non solo, e ha permesso negli anni la costituzione di solide reti politiche.
Atlantide è rimasta negli anni uno spazio politico aperto a tutt*, è diventato un luogo fisico dove le tant* singolarità orfane di un riferimento politico nelle proprie città potevano confrontarsi, autorganizzarsi, produrre controsaperi; essere fisicamente in uno stesso luogo sentendosi tutt* compagne di uno stesso grande collettivo. Un luogo che ha risposto a dei bisogni materiali, che ha acuito la difficoltà di tutt* noi favolose singolarità dislocate di poter continuare i nostri percorsi politici e ri-incontrare compagne lontane unite dalle lotte e gli affetti.
Oggi, nel momento del suo sgombero, la rabbia e la tristezza sono di tutt* coloro che l’hanno attraversata nelle assemblee, nelle feste, nei momenti di ricerca e dibattito, accolt* e circondat* da sorell* e compagn* che hanno reso quel luogo un pezzo del nostro cuore.
Atlantide, oggi non meno di ieri, è dentro ciascun* di noi. È nei nostri desideri, nella nostra eccentricità. Di più: ATLANTIDE È CIASCUN* DI NOI. Ed è in queste lacrime e in questa rabbia per la viltà di un partito e di una giunta su posizioni sempre più neoliberiste e di destra, che fanno pinkwashing con le unioni civili, salvo poi far rimuovere di peso, dagli sbirri in assetto antisommossa, froce, lesbiche, trans*, punk, femministe e tutt* coloro che provano ad attraversare i confini tra corpi e desideri, e che ai sacri crismi del disciplinamento eteronormativo e della razionalità neoliberista contrappongono l’auto-organizzazione e la libertà politica di rigettare ogni norma che si fondi sulla neutralizzazione e sull’assimilazione.
Non sarà certo il loro bisogno di rimuoverci a fermarci, né i loro obiettivi di morte sociale che chiamano “legalità”, né quel muro eretto per sopperire a qualche problema di erezione. Anzi. Oggi Atlantide non affonda. Oggi Atlantide deborda, invade tutto e tutt*. Come scrivono le nostre sorelle atlantidee, da oggi in poi non solo Bologna, ma tutte le città in cui abitiamo, facciamo politica e amiamo – Perugia, Roma, Torino, Sassari, Milano, Bari, Vicenza, Trento, Lisbona, Coimbra, Parigi, Leicester, Melbourne… – saranno invase da orde di checche furibonde, di femministe perverse, di lesbiche guerriere, di trans* indisciplinat*, di punk senza etichette che faranno vivere Atlantide in ogni luogo.
Atlantide è nelle nostre lotte per l’autodeterminazione e per una giustizia sociale queer. È nelle nostre voci e nei nostri corpi quando sfiliamo ai cortei, quando gridiamo la nostra rabbia, ma anche quando amiamo, accogliamo, godiamo, e quando sovvertiamo quelle stesse norme da cui oggi dipende lo sgombero di Atlantide. L’intimidazione lanciata alle sorelle di Bologna ricade come un macigno sopra tutte noi. Complici e solidali, insieme rispondiamo: da oggi Atlantide è ovunque! Atlantide si tocca solo per godere: ora è il momento di farvela vedere.

Roger (Lisbon), Marìca (Bari), Luz (Bari), Barbara (Paris), Suzanne (Paris), Federico Zappino (Turin, Sassari, Milan, Bologna), Michela Baldo (Leicester), Michela (Perugia), Goffredo (Melbourne), Bartok (Perugia), Bea Guz (Coimbra, Trento, Vicenza), Rachele Borghi (Paris), Tati (Coimbra), Donna Là (Perugia), Roberta (Perugia), Marga/Samuel (everywhere like Atlantide, at present: Granada, Andalucia), Laura (Paris, Bologna), Marta (Paris, Bologna), Simone (Chieti, Pescara), Lorenzo (Verona), Rosi (Palermo), Lucia (Venice, Milan), Slavina (Rome, Barcelona), Vittoria (Palermo), Roberta Di Bella (Palermo), Alberto (Roma, Paris), Giulia (Perugia), Topa (Torino, Perugia), Porpora (Bologna), Darren (Bologna, Toronto, New York, Cleveland)

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DAJE FORTE ATLANTIDE!
Quando abbiamo letto la notizia dell’ennesimo avviso di sgombero affisso sulla porta di Atlantide c’è roduto proprio er culo (che comunque…è queer!). Non solo perché ogni sgombero è un atto di repressione e come tale lo rifiutiamo, ma anche perché le Atlantidee sono nostre sorelle, con cui abbiamo avuto modo di condividere momenti di confronti, scambi, percorsi, desideri e altro ancora.
Per questi motivi come cagne sciolte esprimiamo la nostra rabbiosa e favolosa solidarietà ad uno spazio storico che è reso vivo da froce, trans e tutte quelle identità perverse, indisciplinate, indecenti e strabordanti che sovvertono la norma, convinte che una minaccia di sgombero non sarà sufficiente a fermarci.
In un clima di sgomberi e repressione siamo pronte a difendere i nostri spazi e le nostre esperienze di autogestione e condivisione, e al tempo stesso a invadere tutto, riprendendoci ogni luogo che proveranno a sottrarci.

UNITE NELLA LOTTA COI TACCHI E COI LUSTRINI CI RIPRENDIAM LE STRADE DA SBIRRI E CELERINI!!!

Cagne Sciolte (Roma)
http://cagnesciolte.noblogs.org/2015/10/08/daje-forte-atlantide/

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Atlantide è ovunque! Solidarietà da Padova!

Ieri mattina fin dalle prime luci dell’alba centinaia di favolose corpesse e favolosi corpi si sono riunit* davanti alle colonne del cassero di porta Santo Stefano per difendere Atlantide dall’ingiunzione di sgombero che cinque giorni fa era stata affissa alle sue porte.
L’ultimatum delle otto è caduto nel vuoto anche se ad attendere gli zelanti tutori dell’ordine e del decoro era stato predisposto un tappeto di bicchieri pieni di vernice rosa e trappole glitterate: se con la coscienza pulita la giunta comunale tutta e gli esecutori materiali delle sue volontà si fossero presentati, avrebbero dovuto letteralmente sporcarsi le mani per riuscire ad entrare ed espugnare Atlantide. Dal pianeta sommerso le sue creature magiche e perturbanti, “orde di checche furibonde, di femministe perverse, di lesbiche guerriere, di trans* indisciplinat* e di punks senza etichette”, già si sono riversate nelle strade per ricordare che non è un luogo a contenerci ma siamo pronte a debordare ovunque.
Questa pericolosa e potente lobby gay ha riempito le prime ore della giornata di cori, musica, striscioni e chilometri di tulle, in attesa di chi aveva promesso in modo categorico di liberare da cose e persone i locali di Atlantide. Dentro i locali di Atlantide però nel frattempo cose e persone libere costruivano una serie di prove di resistenza queer allo sgombero, un vero test di sopravvivenza frocia per chi dovrà adempiere alla violenta chiusura degli spazi.
In culo sì, ma non così! A dispetto dei giochi interni alla giunta comunale, degli equilibri di partito, del pink washing e delle ruspe democratiche, le Atlantidee non si fermano e già preparano una settimana fitta di assemblee e appuntamenti. Soprattutto, prende il via una campagna #Atlantideovunque, che intende segnalare i luoghi inutilizzati, chiusi, posti sotto sgombero e mai riconvertiti, lasciati all’incuria, che invece potrebbero essere spazi liberati, attraversati e contaminati da esperienze di autogestione, da sperimentazioni queer, da sogni e bisogni sovversivi.
Da Padova a Bologna siamo accanto alla r/esistenza creativa e favolosa di Atlantide e alle sue occupanti. Dalle prime luci di ieri ai giorni che verranno, difendiamo Atlantide che resta dov’è, e ci riversiamo con lei nei quartieri, negli spazi, nelle città, perché quelle stesse vite indecorose, devianti, sovversive, queer, femministe, sono anche le nostre.
Coi nostri corpi, coi nostri desideri ma soprattutto con molto amore.
Atlantide si tocca ma solo per godere, se solo ci provate ve la facciam vedere!

Fuxia Block
Bios Lab
D.i.s.c.
http://www.fuxiablock.org/atlantide-e-ovunque-solidarieta-da-padova/

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Il MIT LOVE ATLANTIDE
Ci piace pensare Bologna favolosa come abbiamo cercato di costruirla fino a ora e per questo non riusciAmo a immaginarla senza Atlantide….impossibile! Lo spazio cittadino, fisico e culturale, che viviamo quotidianamente ci appartiene perchè lo abbiamo conquistato con la lotta, fa parte integrante del nostro percorso di emancipazione/liberazione per trans, lesbiche, omosessuali, queer e donne.
Atlantide, localmente e globalmente, e’ un meraviglioso laboratorio di idee cultura elaborazione e perché no….divertimento gioia, patrimonio di tutta la comunità locale e internazionale.
Per questo e per tanto altro il Mit non ci rinuncia.
La difenderemo insieme alla nostra gente costi quel che costi.
Atlantide è di Bologna e Bologna è di Atlantide.
RESISTENZA RESILIENZA COMBATTENZA

MIT Bologna

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Da Torino a Bologna, in tutta Italia assistiamo a una stretta sulla “legalità”. Spesso sfruttando la “rabbia” rabbiosa e rancorosa di pochi cittadini infastiditi da gente che non amano (ed è un odio “politico” anche questo), sindaci, assessori, prefetti, politicanti vari di fanno araldi e paladine dell’ordine e del rispetto delle regole. Che amara contraddizione, se pensiamo al livello di corruzione e di sfregio del diritto a cui arriva oggi la stessa classe politica ufficiale. Ma non è solo questo il punto.
Ci sono poi gli interessi economici di quelli che sono pronti a comprarsi per quattro euro gli spazi sgomberati. Sì, perché il passo dopo lo sgombero è la privatizzazione e la svendita del patrimonio pubblico. Ma non è nemmeno solo questo il punto.
Siamo solidali con tutte le realtà occupate che da anni fanno un lavoro politico e sociale importante, originale, pieno di significato, e lo fanno certamente per motivi diversi e opposti all’avidità personale e all’affarismo. Lo fanno perché hanno in mente un’altra idea – più autentica – del bene comune. Un’idea che va in direzione opposta alla privatizzazione delle nostre vite e che implica che soprattutto le realtà territoriali, locali, i “comuni”, siano sensibili e responsabili nel consentire spazi di cittadinanza democratica. Questo è il punto!
Oggi la nostra più viva e partecipe solidarietà va alle compagne e ai compagni di Atlantide, a Bologna: spazio frocio, femminista, punk che esiste dalla fine degli anni ’90. Sono esperienze preziose che sarebbe criminale far scomparire. Chiediamo quindi all’amministrazione di riconoscere i collettivi che animano Atlantide come degni interlocutori e di giungere con loro, e non contro di loro, a una soluzione che permetta a questa esperienza di continuare.
Perché “se Atlantide affonda la cercherete per millenni”.

Circolo Arci LGBTQ Maurice (Torino)
http://www.mauriceglbt.org/se-atlantide-affonda-la-cercherete-per-millenni/

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